Il Santo del giorno e la guida completa ai Santi di Oggi, 24 luglio

I santi principali

San Charbel Makhluf

Nome: San Charbel Makhluf
Titolo: Sacerdote
Nascita: 8 maggio 1828
Morte: 24 dicembre 1898
Ricorrenza: 24 luglio
Tipologia: Commemorazione
Martirologio Romano: San Charbel (Giuseppe) Makhlūf, sacerdote dell’Ordine Libanese Maronita, che, alla ricerca di una vita di austera solitudine e di una più alta perfezione, si ritirò dal cenobio di Annaya in Libano in un eremo, dove servì Dio giorno e notte in somma sobrietà di vita con digiuni e preghiere, giungendo il 24 dicembre a riposare nel Signore.
(24 dicembre: Ad Annaya in Libano, anniversario della morte di san Charbel (Giuseppe) Makhluf, la cui memoria si celebra il 24 luglio).

Vita del Santo

Yussef Makhlouf (Charbel è il suo nome da religioso) nacque in Libano nel 1828. Cresciuto in una famiglia cristiana aderente alla Chiesa maronita unita a Roma, frequentò la scuola imparando a leggere con i salmi e i testi liturgici in siriaco. A 14 anni già si ritirava a pregare in una grotta appena fuori del paese, oggi chiamata «la grotta del santo». Seguendo l’esempio di due zii paterni, si fece monaco. Dopo gli anni di noviziato e di preparazione al sacerdozio, trascorse 15 anni nel monastero di Annaya, dedito alla preghiera e alla contemplazione. La fedeltà alla vita comune, l’ubbidienza, la carità verso i confratelli, il lavoro manuale e la disponibilità nel servizio agli ammalati contribuirono alla sua maturazione spirituale. La fama di santità che l’accompagnava fin dagli anni giovanili crebbe a causa di due miracoli che operarono altrettanti guarigioni. Proprio per sottrarsi al plauso della gente Charbel passò alla vita eremitica nel romitorio dei santi apostoli Pietro e Paolo.

Il 16 dicembre 1898, come tutti i giorni, padre Charbel stava celebrando la Messa, insieme a un confratello, padre Makarius, che lo assisteva. Circa verso mezzogiorno, si sentì male: fu fatto sedere per riposare, ma volle continuare la celebrazione. Arrivò alla frazione del Pane e all’elevazione del Calice, ma, mentre pronunciava «ābo dqūšto» («O vero Padre»), la preghiera che accompagna la frazione del Pane, cadde a terra: aveva avuto un colpo apoplettico.
Trasportato nella sua cella, padre Charbel vi passò otto giorni in agonia. Ripeteva di continuo brevi invocazioni, compresa quella della Messa, che non aveva potuto terminare: «O Vero Padre, accetta il sacrificio gradito del tuo Figlio…».
Rifiutò le comodità più semplici, come una coperta in più, e anche una minestra col burro, perché voleva conservare la Regola degli eremiti fino alla fine, compreso il punto che impedisce loro di mangiare la carne e i latticini. Continuò a ripetere le invocazioni a Dio, alla Madonna e ai santi Pietro e Paolo finché, il 24 dicembre, lasciò questo mondo.

A partire da alcuni mesi dopo la morte si verificarono fenomeni straordinari. La sua tomba nel cimitero del monastero, su cui di notte splendevano delle luci non naturali, fu aperta il 16 aprile 1899: il corpo, trovato intatto e morbido, fu rimesso in un’altra cassa e collocato in una cappella appositamente preparata. Dato che il corpo emetteva del sudore rossastro, le vesti venivano cambiate due volte la settimana.
Per via di questi prodigi e della fama di santità che circondava padre Charbel, fu introdotta la sua causa di beatificazione. Il processo informativo diocesano cominciò il 4 maggio 1926 presso il Patriarcato di Antiochia dei Maroniti.
Anche per evitare forme di culto indebito, il 24 luglio 1927 il corpo, rivestito con abiti e paramenti nuovi, fu posto in una doppia cassa di zinco e legno e quindi collocato in una tomba scavata nelle mura del monastero.

Per approfondimenti leggi la scheda di Santo Charbel Makhluf https://it.wikipedia.org/wiki/Charbel_Makhluf

Altri santi e venerazioni del ventiquattro luglio

Santa Cristina di Bolsena
Vergine e martire

– Beato Antonio Torriani (Della Torre) da L’Aquila

– San Baldovino (Balduino) da Rieti
Abate

– Santi Boris e Gleb di Russia
Martiri

– San Declano
Vescovo

– Sant’ Eufrasia
Eremita in Tebaide

– San Fantino il Vecchio (o il Taumaturgo)

– San Giovanni Boste
Sacerdote e martire

– Beato Giovanni Tavelli da Tossignano
Vescovo di Ferrara

– San Giuseppe Fernandez
Sacerdote domenicano, martire

– Beato Giuseppe Lambton
Martire

– Santa Kinga (Cunegonda)
Regina di Polonia

– Beata Ludovica di Savoia
Principessa, Clarissa

– Beata Maria degli Angeli di S. Giuseppe (Marciana Valtierra Tordesillas)
Carmelitana, martire

– Beata Maria Pilar di S. Francesco Borgia (Jacoba Martinez Garcia)
Carmelitana, martire

– Beata Mercedes del Sacro Cuore (Mercedes Prat Y Prat)
Martire

– Beato Modestino di Gesù e Maria (Domenico Mazzarella)
Francescano

– Beati Nicolao Garlick, Robert Ludlam e Riccardo Simpson
Martiri

– Beato Saverio (Javier) Bordas Piferer
Sacerdote salesiano e martire

– Santa Sigolena
Religiosa

– San Vittorino di Amiterno
Martire

– San Liborio
Vescovo di Le Mans